Il Tempo Dipinto

Un Capolavoro di Giornata.

Dall'alba al tramonto nell'Ottocento. Un viaggio nel tempo dipinto.

  • Sede Palazzo Pallavicini · Bologna
  • Date 3 ottobre 2026 — 17 gennaio 2027
  • A cura di Francesca Sinigaglia

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Biglietto a data fissa a €13, fino al 2 ottobre. Apertura il 3 ottobre 2026.

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Inizia all'alba

Progetto Scientifico.

La mostra si pone l'obiettivo di conoscere la quotidianità dell'Ottocento attraverso l'approfondimento di una giornata, rappresentata cronologicamente tramite i dipinti dei grandi maestri del secolo. Vuole realizzare un'esperienza visiva e sensoriale, per evocare i momenti del quotidiano, per capire davvero la società e le abitudini dell'Ottocento attraverso la pittura. Il visitatore apprende vivendo: usi e costumi del tempo, nell'arco dello scorrere delle ore.

La giornata, composta da 24 ore, è strutturata in gruppi di due ore ciascuno. Si parte alle sei del mattino, quando la luce del giorno inizia il suo corso, e ogni due ore si arriva alla notte. La mostra è composta dunque da dodici sezioni, ognuna rappresenta due ore della giornata.

Tic, toc, tic, toc.

L'alba. Gli animali che si svegliano. La rugiada sulle foglie, la nascita del sole. Le domestiche che preparano la colazione. La città che inizia a fare rumore. E poi il giorno, lento, nei campi. Il pranzo, il tramonto, i caffè, la sera, i vizi. E infine la notte profonda. Il sogno. E poi tutto ricomincia.

Un'idea semplice
MA rivoluzionaria.

Dalla metà dell'Ottocento, gli artisti smisero di dipingere dei e battaglie. Uscirono dalle Accademie. Si interessarono al vero, documentarono la quotidianità: la luce del mattino su un campo arato, il brulichio della vita in città, il buio ambiguo di una notte di città.

In quel secolo straordinario, anche un singolo istante divenne degno di essere fissato sulla tela per sempre. Era la strada che poi condusse alla fotografia del vero.

La mostra è strutturata in dodici sezioni, ciascuna dedicata a un arco di due ore: sei diurne, sei notturne. L'alba come apertura, la notte come sigillo. In mezzo, una giornata intera.

Luigi Bertelli — Alba in pineta
Luigi BertelliAlba in pineta1906Museo Ottocento Bologna

/ 01  di  12 / 06 — 08

Alba.

L'alba. Il lento risveglio della natura, il fruscio degli animali nascosti tra l'erba, la rugiada che brilla sulle foglie come minuscoli cristalli. La notte si dissolve lentamente mentre il sole, ancora timido, inizia ad accendere il paesaggio di bagliori dorati e riflessi rosati.

I dipinti di Antonio Fontanesi (Il mattino) e di Luigi Bertelli (Alba in pineta) accompagnano il visitatore dentro questa atmosfera sospesa e poetica: una miriade di suoni, luci e colori avvolge lo spazio espositivo, trasformando l'inizio della giornata in un'esperienza quasi onirica, dove la pittura dell'Ottocento sembra respirare insieme alla natura che, lentamente, si desta.

Antonio Mancini — La Tazzina di Caffè
Antonio ManciniLa Tazzina di Caffè1873Collezione privata · courtesy Galleria Bottegantica, Milano

/ 02  di  12 / 08 — 10

Risveglio.

Lentamente uomini e animali riprendono il ritmo della vita quotidiana. Nel silenzio ancora fresco del mattino il gallo canta nel pollaio, mentre galline e oche si agitano nell'aia illuminate dalle prime lame di sole. Gli scorci domestici di Augusto Majani (Scorci di cortile – Galline nell'aia e Scorci di cortile – L'ombrellino) restituiscono la semplicità poetica di un giorno che nasce. Poco distante, nel tepore del fienile, anche l'infanzia si risveglia: il piccolo protagonista di Armando Spadini in Bambino col gallo sembra ancora sospeso tra sogno e realtà. È la festa silenziosa dell'inizio del giorno, quando ogni gesto appare nuovo.

Nelle case si prepara la colazione. Da una parte emerge l'eleganza della quotidianità borghese con Michele Tedesco e la sua Colazione all'aperto; dall'altra si percepisce il calore più intimo e popolare delle scene dipinte da Alessandro Scorzoni in La mia famiglia e da Antonio Mancini in La tazzina di caffè. Due mondi differenti, uniti però dagli stessi piccoli riti del mattino.

All'esterno, intanto, la giornata prende definitivamente vita. Lungo i canali e nei cortili, le lavandaie lavano e stendono il bucato che presto verrà colmato dalla luce del sole. Le opere di Adelchi Venturini (Canale Naviglio nell'interno di Parma), Augusto Majani (I panni stesi), Vincenzo Irolli (Lavandaia) e Adolfo Belimbau (Acquaiole) trasformano questi gesti umili e quotidiani in immagini di straordinaria poesia, dove il lavoro, la luce e la vita sembrano fondersi in un unico respiro.

Erik Henningsen — Out into the open
Erik HenningsenOut into the open1907Courtesy Van der Meij, Amsterdam

/ 03  di  12 / 10 — 12

Mattinata.

Esclusiva italiana

Per la prima volta in Italia

  • Giovanni FattoriDonne del Gabbro
  • Giovanni BoldiniVeduta di Londra

La mattinata si sviluppa in modo diverso, a seconda del luogo in cui ci si trova. La vita però scorre comunque piena di energia e brillantezza, sia in campagna che in città.

In campagna, la festa della natura irradia ogni cosa ed è vita, amore, energia, come nel dipinto di Francesco Paolo Michetti, La raccolta delle zucche, espressione di un tempo infinito e idilliaco. Se alcuni contadini vendemmiano (La vendemmia di Francesco Gioli), altri raccolgono fiori (Giovane donna con cesta di fiori e capra di Francesco Vinea), e alla fine tutti si riposano sull'erba (Sosta sul prato di Francesco Filippi e La raccolta delle albicocche di Alfredo Savini).

In lontananza, una processione solca lentamente la strada sterrata (La processione di Pellizza da Volpedo): sono i ritmi del sacro che vivificano la terra e quasi la santificano. Nella chiesa si svolge la messa (Alla messa di Francesco Gioli e In chiesa di Enrico Crespi), anche se non tutti gli spettatori sembrano davvero attenti. Alla fine, si torna verso casa (Ritorno dalla messa di Augusto Majani).

Intanto, lentamente, le Donne del Gabbro di Giovanni Fattori si avvicinano alla città con i loro prodotti della terra, mentre si cominciano a vedere le prime biciclette dipinte da Erik Henningsen, simbolo di una nuova autonomia concessa ad entrambi i generi. Sullo sfondo, le fabbriche e le centrali elettriche (Centrale elettrica di Lloyd) iniziano velocemente a cambiare il volto della città.

In città, come nella fumosa Londra (Giovanni Boldini, Veduta di Londra) tutto è veloce e dinamico, tutto si riempie di rumori. I suonatori ambulanti (Gerolamo Induno) intonano i loro motivetti, i piccoli strilloni celebrano le notizie del giorno (Antonio Mancini, Il giornalaio) mentre anche nelle case e negli atelier si lavora energicamente: gli umili artigiani confezionano i propri prodotti (Sidonio Centenari, La famiglia del calzolaio), i pittori benestanti preparano i ritratti, aiutati anche da un nuovo strumento, la macchina fotografica (Alessandro Guardassoni, L'atelier; Francesco Hayez, Ritratto di Rosa Ceriani Novi).

La borghesia vive in questi anni momenti di grande floridezza e spesso i luoghi migliori aprono alla partecipazione delle donne, così è per L'atelier Julian di Marie Bashkirtseff che immortala una delle prime accademie aperte al genere femminile.

Non solo artisti però, anche i bambini alla mattina devono studiare, sia a scuola (Antonio Mancini, Lo scolaretto) che a casa (Compiti a casa, Laurits Andersen Ring). Ma non tutti sono così fortunati (Edoardo Bertucci, Studio e lavoro).

Intanto, le modiste creano i loro capolavori (Alfredo Protti, La modista) per l'alta società (Luigi Busi, Le gioie materne e La visita).

/ 04  di  12 / 12 — 14

Pranzo.

Finalmente è arrivato il momento del pranzo, che può essere un'esperienza indimenticabile per chi può permettersi il Caffè Vacca di Napoli di Antonio Mancini, privilegio riservato tuttavia a pochi.

E chi non può? Il capolavoro di Natale Attanasio, Cucine economiche, rende bene l'idea di chi era nato dall'altra parte della barricata.

/ 05  di  12 / 14 — 16

Dopopranzo.

È giusto celebrare anche le ore del riposo, necessarie per ricaricare idee ed energie, su più livelli. Così, i bambini vengono messi a letto (La culla di Cletofonte Preti) e nell'umile cucina dipinta da Raffaele Faccioli il padre Francesco e la figlia Bice si riposano assieme ai loro animali (Post-Prandium), davanti al fuoco che lentamente si sta spegnendo.

Intanto, nelle stanze aristocratiche descritte da Gerolamo Induno (Gioie materne) si ricama, si conversa e ci si confronta.

Pierre-Auguste Renoir — La baia di Douarnenez
Pierre-Auguste RenoirLa baia di Douarnenez1885-1890Courtesy Galerie ARY JAN, Parigi

/ 06  di  12 / 16 — 18

Pomeriggio.

Esclusiva italiana

Per la prima volta in Italia

  • Pierre-Auguste RenoirLa baia di Douarnenez

Finalmente arrivano le ore del meriggio, i campi si scaldano (Estate montanina di Augusto Majani e La baia di Douarnenez di Pierre-Auguste Renoir). È il momento delle attività pomeridiane, degli svaghi e degli interessi. Gli aristocratici frequentano le esposizioni (L'arancera dei giardini reali di Guido Carmignani) oppure oziano nelle proprie magioni (Ozio in villa di Luigi Bertelli), altri si sollazzano con divertimenti (Pescatrici sull'Arno di Fabio Fabbi), suonano (Lezione di pianoforte di Telemaco Signorini), leggono (Lettura interessante di Vittorio Matteo Corcos).

Intanto i bambini giocano (Giochi infantili e Il brutto scherzo di Gaetano Chierici; Bolle di sapone di Luigi Bechi) e a volte vengono anche puniti (La giusta punizione di Edoardo Bertucci).

Piano piano il sole si muove, attraversando i campi, le città e le scogliere. La luce cambia, si allunga sulle architetture e sulle acque. È il ciclo della vita e noi ne facciamo parte (Rapallo di Nino Costa; Veduta di Venezia di Ippolito Caffi; I piccioni di San Marco di Raffaele Faccioli; Veduta di Genova di Leopolda Zanetti Bronzino). È il grande spettacolo della vita.

Vittore Grubicy de Dragon — Fiume latte (dettaglio)
Vittore Grubicy de DragonFiume latte (dettaglio)1889Courtesy Berardi Galleria d'Arte

/ 07  di  12 / 18 — 20

Tramonto.

La fine della giornata porta sempre con sé il ricordo di qualcosa. La fine è però anche un rinnovamento, un lasciare indietro il vecchio per qualcosa di nuovo. Mentre gli animali tornano alla stalla (Carlo Pittara), ecco che il sole si fa portavoce di queste emozioni.

I grandi maestri dell'Ottocento fanno a gara per cogliere il migliore aspetto del mondo che muore, in una sinfonia wagneriana di investitura sacrale. Mario de Maria consegna il suo sguardo simbolista (Un giorno d'autunno a Lilienthal, Veduta di Capri al tramonto, Una sera a Piazza San Marco) che arde in questi tramonti di fuoco.

I bambini cercano di cogliere gli ultimi raggi della fine della giornata (Ragazzi che giocano tra le onde di Jean Lefeuvre), celebrando il bello (L'intruso di Francesco Paolo Michetti). Ma è solo il canto del cigno, Addio sole! di Fabio Fabbi: ormai esso è sceso e rimane soltanto il crepuscolo (Fiumelatte di Vittore Grubicy de Dragon; Il porto di Venezia di Giovanni Boldini).

/ 08  di  12 / 20 — 22

Cena.

È giunto il momento di dedicarsi alla partecipazione e alla condivisione. Nell'attesa che arrivino tutti (Attesa rosa, ore 20 di Garzia Fioresi), gli umili cucinano (Donna che cucina i maccheroni e Uomo che cucina lumache e polenta di Angelo Inganni).

Ormai tutto è pronto e ne La bettola di Julia Hoffmann si celebra la sera.

/ 09  di  12 / 22 — 24

Serata.

La serata si anima anche nelle piazze (Piazza San Marco di Michele Cammarano). Si dà il via alle danze e la musica invade gli spazi cittadini.

Claude Monet — Ninfee (frammento)
Claude MonetNinfee (frammento)1898 ca.Courtesy Museoarchives Giovanni Boldini Macchiaioli, Pistoia

/ 10  di  12 / 00 — 02

Notte.

Esclusiva italiana

Per la prima volta in Italia

  • Claude MonetNinfee (frammento)

Il buio porta con sé il mistero: la notte è come un'antica cappa che avvolge sia la natura che l'uomo di malinconia e desiderio. Le Ninfee di Monet brillano silenziose alla luce della luna che rischiara ogni cosa (Capri di notte di Mario de Maria; Il paesello dorme di Augusto Majani).

La notte ha i suoi segreti, non tutti si possono dire (Gli innamorati di Flavio Bertelli). I grandi maestri colgono il profondo e il senso della vita ammirando il bagliore lunare (Tower Bridge con la luna piena di Louis Grimshaw) dal proprio studio (Artista alla finestra di Georg Friedrich Kersting).

/ 11  di  12 / 02 — 04

Vita notturna.

Dopo che il buio e il silenzio hanno avvolto il mondo, pochi si avventurano ancora fuori. Se le colorate feste nelle antiche ville napoletane durano fino a tardi (Festa danzante in villa Floridiana di Giovanni Ponticelli), alcuni si attardano per continuare i festeggiamenti (Il convegno e Mura cancrenate di Mario de Maria), che possono rivelarsi particolarmente inquietanti e oscuri (Nudo di donna di Angelo Landi).

Tuttavia, l'oscurità peggiore è vissuta dalle donne che, ree di aver detto in passato una parola di troppo, sono ora rinchiuse senza alcuna via di uscita (Sunt Lacrimae Rerum di Natale Attanasio), in un cortocircuito terribile e infinito.

Mario de Maria — L'alunna
Mario de MariaL'alunna1886Museo Ottocento Bologna

/ 12  di  12 / 04 — 06

Sogno.

E alla fine tutto finisce davvero. I bambini sono ormai nel mondo dei sogni (The Land of Nod di Charles Sims) e zompettano tra le nuvole della mente, verso un sonno sereno e pieno di vita.

Eppure, il male e le inquietudini, se non si è attenti, possono prendere il sopravvento sul mondo e indicarci la via sbagliata (L'alunna e La danza dei pavoni di Mario de Maria).

Bisogna fare attenzione.

/ L'ESPERIENZA /

Suoni. Luci. Profumi.

La mostra affianca ai dipinti, selezionati tra i massimi capolavori del realismo europeo, suoni, luci e profumi d'epoca. Le ore scorrono anche nell'aria: i profumi del mattino, il calore del mezzogiorno, il buio umido della notte. La colonna sonora è fatta di musiche e poesie del tempo: D'Annunzio saluta la mattina, i versi di Leopardi accompagnano il tramonto.

Approfondimenti scientifici e stilistici costellano il percorso: dalla visione del "paesaggio-stato d'animo" tipica del tardo Ottocento, alla sociologia della moda e degli usi borghesi, fino alle conquiste di genere e alla partecipazione delle donne, dal sentito letterario che accompagna l'espressione visiva, allo sviluppo della città. Capire ciò che i pittori dell'Ottocento ci hanno lasciato è, soprattutto, comprendere le radici del presente.

Vittorio Matteo Corcos, Lettura interessante, 1880 circa
Vittorio Matteo Corcos, Lettura interessante, 1880 ca.

La voce della curatrice

Alla fine dirai: ho abitato nell'Ottocento per un giorno. Una macchina del tempo vera e propria. Un tempo dipinto, ma soprattutto vissuto.

Francesca Sinigaglia Storica dell'arte e curatrice

/ TARIFFARIO /

Biglietti.

Prevendita data fissa · fino al 2 ottobre €13 tariffa ridotta per tutti, data della visita a scelta Acquista

In prevendita ci sono il biglietto a data fissa a €13 (tariffa ridotta) e il biglietto bambini a €6. Tutti gli altri biglietti saranno acquistabili dal 3 ottobre 2026, giorno di apertura della mostra, al loro prezzo pieno.

Dal 3 ottobre · biglietti a data fissa (prezzo pieno)

  • Intero€16Biglietto standard per adulti, con data e orario scelti al momento dell'acquisto.
  • Ridotto€14Per under 18, over 65 (con documento) e accompagnatori di persone con disabilità.
  • Giovedì Universitario€13Riservato agli universitari: valido solo il giovedì, presentando il tesserino in corso di validità.
  • Gruppi€13Per comitive da almeno 15 persone. Prenotazione consigliata; visita guidata su richiesta.
  • Partner€13Per i possessori delle tessere dei circuiti convenzionati con la mostra.
  • Bambini 7—12€6Per bambini dai 7 ai 12 anni. Sotto i 7 anni l'ingresso è gratuito.
  • Scuole€6Tariffa per scolaresche, a studente. Prenotazione obbligatoria scrivendo a info@iltempodipinto.it.

Biglietti speciali

  • OPEN€20Biglietto a data libera: scegli tu quando visitare la mostra, entro il 17 gennaio 2027. Perfetto come regalo.
  • Ritorno€8Per chi vuole rivedere la mostra: €8 mostrando in cassa un biglietto già usato. Acquistabile solo in cassa.

Ingresso gratuito

Bambini sino a 6 anni · Persone con disabilità (certificato > 75%) · Guide turistiche abilitate · Giornalisti con accredito · Soci I.C.O.M.

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In prevendita a €13 fino al 2 ottobre · gli altri biglietti dal 3 ottobre

Soddisfatti o rimborsati. Se la mostra non ti convince, ti restituiamo l'intero importo del biglietto: ti basta chiederlo in cassa al termine della visita.

/ ~ 100 OPERE /

Capolavori in mostra.

Il percorso espositivo intreccia nomi consacrati a protagonisti meno noti, oggi riscoperti attraverso nuove indagini e aggiornamenti critici. La mostra è corredata da catalogo monografico con saggi critici e schede di catalogo.

Tra le opere in mostra

  • La processione

    Pellizza da Volpedo

    Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano

  • Il mattino

    Antonio Fontanesi

    Museo delle Raccolte Frugone, Genova

  • Nello studio

    Marie Bashkirtseff

    Museo di Belle Arti, Dnipro

  • Il gioiello

    Camillo Innocenti

    Fondazione Querini Stampalia, Venezia

  • L'Alunna

    Mario de Maria

    Museo Ottocento Bologna

  • Suonatori ambulanti

    Girolamo Induno

    Collezione Italo Segalini, Brescia

  • La bettola

    Julia Hoffmann Tedesco

    Collezione d'Arte Città Metropolitana, Napoli

  • Lettura interessante

    Vittorio Matteo Corcos

    Collezione privata

  • Vista di Londra

    Giovanni Boldini

    Bottegantica, Milano

  • Ninfee notturne

    Claude Monet

    Archivio Boldini

Tutti gli artisti in mostra 51

Marie Bashkirtseff · Luigi Bechi · Adolfo Belimbau · Flavio Bertelli · Luigi Bertelli · Giovanni Boldini · Carlo Bossoli · Luigi Busi · Ippolito Caffi · Gaetano Chierici · Vittorio Matteo Corcos · Nino Costa · Enrico Crespi · Mario de Maria · Fabio Fabbi · Raffaele Faccioli · Giovanni Fattori · Francesco Filippini · Antonio Fontanesi · Giuseppe Giani · Francesco Gioli · Alessandro Guardassoni · Louis Grimshaw · Vittore Grubicy de Dragon · Francesco Hayez · Julia Hoffmann · Angelo Inganni · Camillo Innocenti · Domenico Induno · Gerolamo Induno · Vincenzo Irolli · Georg Friedrich Kersting · Jean Lefeuvre · Angelo Landi · Llewelyn Lloyd · Antonio Mancini · Augusto Majani · Francesco Paolo Michetti · Claude Monet · Pierre-Auguste Renoir · Alfredo Savini · Alessandro Scorzoni · Charles Sims · Telemaco Signorini · Giuseppe Pellizza da Volpedo · Carlo Pittara · Giovanni Ponticelli · Armando Spadini · Michele Tedesco · Francesco Vinea · Leopoldina Zanetti Borzino

/ LA CURATRICE /

Francesca Sinigaglia.

Francesca Sinigaglia è direttrice del Museo Ottocento Bologna, storica dell'arte e ricercatrice specializzata nell'arte bolognese del XIX e XX secolo.

Cura mostre e progetti scientifici per enti pubblici e collezionisti privati; negli ultimi anni ha curato mostre presso il Comune di Bologna, il Museo Ottocento Bologna e l'Accademia di Belle Arti di Bologna. È proprietaria dell'Archivio Fabio Fabbi.